
Parigi, 13 nov. (Ap) - L'ex attrice francese Brigitte Bardot ha chiesto al presidente della commissione europea José Manuel Barroso di "promuovere" una "giornata dedicata al vegetarianesimo in tutti gli Stati dell'Unione europea" e di dibattere il tema nel corso del prossimo summit sul clima di Copenaghen.
L'iniziativa, dice il comunicato della Bardot, sarebbe finalizzata anche a discutere di vari questioni, dalle "condizioni in sui sono allevate gli animali" alle "ripercussioni sull'ambiente" del consumo di carne.
"L'allevamento" - dice la Bardot "è anche responsabile dell'impoverimento dei terreni e della messa a rischio delle riserve naturali" oltre che dell'emissione di ingenti quantitativi di gas da effetto serra.
"L'istituzione di una giornata vegetariana europea sarebbe un simbolo forte. Il vegetarianesimo è una scelta di vita civica e responsabile. Rifiutare il consumo di carne è anche il modo migliore di protestare contro l'inumanità e la barbarie presenti in tutti gli allevamenti".
Fronte Verde tra i promotori della petizione/manifesto "Cambiamo Aria"
Roma, 27.09.09 - Il movimento "Fronte Verde - Ecologisti Indipendenti" ha aderito ed è tra i promotori di "Cambiamo Aria" petizione nazionale per la riduzione e il riciclo totale dei rifiuti e la messa al bando degli inceneritori. Lo dichiara in una nota il Presidente nazionale del movimento Vincenzo Galizia. Gli altri promotori dell'iniziativa sono: Asso Campania Felix, CARP - Pro Natura Piemonte, Cittadini per il riciclaggio, CivicaMente, Comitato Pro Ambiente, Coordinamento dei comitati di Prato, Domenico Finiguerra, Dott. Michele Iannelli, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Ecoistituto della Valle del Ticino, Grilli Biellesi, La Terra dei Fuochi, Meetup di Caserta, Mountain Wilderness Veneto, Per il Bene Comune, Rivalta Sostenibile. Già attivo il sito internet www.cambiamoaria.org dove troverete la petizione. Martedì 29 settembre a Ferrara ci sarà la presentazione ufficiale dell'iniziativa, dove sarà presente anche una delegazione del Fronte Verde.
(Sesto Potere) - Roma - 12 settembre 2009 - Il Codacons è entrato in possesso di un documento riservato dell'ANSF (Agenzia Nazionale per la Sicurezza della Ferrovie) che riporta dettagliatamente gli incidenti ferroviari avvenuti nell'ultimo anno nel nostro paese, e i controlli e le ispezioni effettuate dall'ente per garantire la sicurezza del trasporto su rotaie. "Dal documento in questione, che fa riferimento al periodo giugno 2008-giugno 2009, emerge chiaramente un numero limitato di ispezioni - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Con un organico di 79 elementi, l'Agenzia ha effettuato in un anno complessivamente solo 51 controlli (definiti audit o follow-up). Di questi ben 20 sono stati relativi alla manutenzione delle porte dei treni!! Un risultato che non ci soddisfa affatto'.
Come si ricorderà all'indomani della strage di Viareggio il Codacons attaccò duramente l'ANSF proprio per l'insufficiente attività di controllo su treni e infrastrutture.
"La situazione non sembra essere migliorata - prosegue Rienzi - le ispezioni in materia di sicurezza ferroviaria sono sempre poche, mentre gli incidenti sui nostri binari sono ancora tanti e nel periodo giugno 2008-giugno 2009 hanno raggiunto quota 36, come risulta dal documento dell'Agenzia'.
Inoltre il Codacons torna a criticare il piano annunciato pochi giorni fa dalle Ferrovie, che prevede 2 miliardi di investimenti, l'acquisto di nuovi treni e vantaggi per i pendolari.
L'amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, ha spiegato che l'arrivo di nuovi treni aumenterà solo del 10% il numero di vagoni a disposizione dei pendolari - spiega l'associazione - Ciò significa che l'operazione è sostanzialmente una rottamazione delle carrozze più vecchie che verranno sostituite con altre più nuove e moderne. Cambiamento che può anche andar bene, ma vogliamo sapere in quali tasche finirà questa montagna di soldi investiti, visto che l'aumento dei treni a disposizione dei pendolari non supererebbe il 10%.
Il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, pone inoltre 5 quesiti al presidente di Fs Innocenzo Cipolletta e all'amministratore delegato Mauro Moretti:
1) È possibile garantire agli utenti che i costi del piano Ferrovie non verranno scaricati sulle tariffe ? Ed è vero che i fondi sono stati raccolti con una ricapitalizzazione sul libero mercato?
2) di quanti collegamenti giornalieri in più godranno effettivamente i pendolari alla fine dell'operazione?
3) Perchè non vengono spesi un po' di soldi per pulire i treni vecchi ma ci si vanta dell'acquisto di quelli nuovi?
4) Perchè non si rimborsano i ritardi dei treni pendolari ma solo quelli degli Eurostar, considerando che il danno che subisce il pendolare a causa dei ritardi è proporzionalmente maggiore al danno subito per lo stesso motivo dall'utente Eurostar?
5) Come si pensa di raddrizzare i bilanci di Trenitalia e smetterla di ricorrere ai contributi statali se oggi, per andare da Napoli a Venezia in treno, si spendono 114 euro contro i 50 euro di un volo aereo a/r?
Il Codacons annuncia inoltre che, non appena entrerà in vigore la legge sull'azione collettiva, promuoverà una class action in favore di tutti i pendolari d'Italia vittime dei disagi ferroviari, chiedendo a Trenitalia un risarcimento pari a 10 milioni di euro. Azione che potrà essere evitata - spiega l'associazione - solo se l'azienda si impegnerà a rimborsare agli utenti 1 euro per ogni minuto di ritardo dei treni. "Solo così infatti - dichiara Rienzi - si può sperare in un effettivo miglioramento della qualità del servizio e in una maggiore regolarità dei collegamenti'.
L'ultima critica - dopo le numerose proteste dei telespettatori giunte all'associazione - il Codacons la riserva alla Rai. Oggi infatti, nel corso della trasmissione "Unomattina', si è assistito ad una "mega-marchetta' della rete di Stato in favore delle Ferrovie, con 15 minuti di informazione a senso unico, dove Mauro Moretti ha potuto lasciarsi andare ad affermazioni auto-osannanti, senza che vi fosse la voce dei fruitori del servizio: gli utenti. "In un paese civile e con una informazione equilibrata e corretta - conclude Rienzi - tutti gli autori del programma sarebbero stati immediatamente licenziati'.
In Cina abbiamo posizionato cento statue di ghiaccio presso il "Tempio della Terra" a Pechino. Le sculture raffigurano dei bambini e simboleggiano il futuro incerto di oltre un miliardo di persone in Asia la cui sopravvivenza è minacciata dalla mancanza di risorse idriche. I cambiamenti climatici, infatti, stanno causando la perdita dei ghiacciai himalayani che riforniscono i fiumi Gange, Yangtze, Mekong, il Fiume Giallo e altri importanti bacini.
In India, a Nuova Delhi, è stata inaugurata una scultura ghiacciata che raffigura il numero "100" su un mappamondo gigante, per segnare l'inizio del conto alla rovescia per Copenaghen. Le sculture sono state realizzate con le acque dei fiumi himalayani. Le stime dell'IPCC indicano che agli attuali tassi di aumento delle temperature, l'80 per cento dei ghiacciai dell'Himalaya, il "terzo polo" del Pianeta dopo Artico e Antartide, andrà perduto nel giro di trent'anni.
Intanto, continua la spedizione nell'Artico della nave rompighiaccio "Arctic Sunrise", per documentare la rapidità della perdita delle masse glaciali dell'Artico. Sul Monte Rosa, infine, gli attivisti di Greenpeace hanno aperto un banner di 5.200 metri sul ghiacciaio di Gorner, con il messaggio "Our climate, Your decision", e hanno installato un campo di protezione del clima con lo scopo di mostrare la necessità di un'azione urgente.
Per evitare i peggiori impatti del clima, i più recenti studi scientifici mostrano che occorre fermare la crescita delle emissioni di CO2 entro il 2015 e portarle il più vicino possibile allo ZERO entro il 2050.
Greenpeace esorta i Paesi industrializzati, come gruppo, a ridurre le proprie emissioni di gas serra di almeno il 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. I Paesi in via di sviluppo devono invece ridurre la crescita delle proprie emissioni del 15-30% entro la stessa data. I Paesi industrializzati devono aiutare i Paesi in via di sviluppo a centrare questo obiettivo contribuendo con circa 110 miliardi di euro all'anno fino al 2020.
A partire da oggi mancano appena cento giorni prima che i leader del mondo raccolgano la sfida della prima minaccia ambientale per il genere umano e trovino a Copenaghen l'accordo per scongiurare la più grave minaccia ambientale per l'umanità.
(Sesto Potere) - Roma - 31 luglio 2009 - La pubblica amministrazione costa cara agli italiani. Secondo l'indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - che ha messo a confronto tutti costi delle principali amministrazioni pubbliche europee - ogni italiano per mantenere la burocrazia si ritrova a pagare 6.065 euro all’anno, contro i 5.760 euro dei francesi, i 5.185 euro dei britannici, i 4.130 euro dei tedeschi, i 3.250 euro degli spagnoli, i 3160 euro dei greci ed i 2715 euro dei turchi. “Rispetto al 2007, i costi della burocrazia in Italia sono aumentati del 9%, mentre la qualità dei servizi è diminuita del 13%” ha affermato Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it, oggi a Bodrum in Turchia all’apertura del simposio internazionale al quale partecipano i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei. “In Italia - continua Carlomagno - incidono sulla spesa pubblica in modo particolare gli interessi sul debito pubblico ed i costi relativi al funzionamento della macchina amministrativa che sono aumentati con l’introduzione del federalismo”. Contribuenti.it è pronta a sottoscrivere con il ministro italiano Brunetta un protocollo d’intesa sulla “tax compliance”, per consentire, ai contribuenti italiani, una maggiore comprensione su come vengono amministrati e spesi i propri soldi, come già avviene da tempo nei principali paesi europei.
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